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Nome: Malia
Esperta ingannatrice, ero una delle tre inseparabili arpie, soprannominate Cicciput in una notte di tocca e fondo e giri turchi.
A ognuna un potere: Vita poteva far stare male una persona con una breve frase; Elle poteva far sentire le persone attorno a sè delle nullità; io potevo ingannare dicendo mezze verità. Poteri, stranamente, influenzati dalle fasi lunari, reattivi all'alcool e difficilmente controllabili ogni 28 giorni.
La Legge, non scritta, tra noi era di non usare i poteri l'una contro l'altra; ma in una notte di luna calante, per tutte e tre coincise il ventottesimo giorno e i poteri, bagnati dall'alcool, crebbero al punto da prendere il sopravvento e farci infrangere la Legge. Il dolore che ci procurammo a vicenda fu tale da non poter più guardarci in faccia. Ci separammo e da allora cerco in tutti i modi di svelare ogni mia mezza verità per potermi liberare di quel potere che troppe volte ha preso il sopravvento su di me.
scritto da Malia
alle 19:07
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Andy Warhol diceva:
“Quando conosci una persona, mostrale subito i tuoi difetti, lasciando che scopra da sè i tuoi pregi”.
Quello che non diceva è se poi pregi e difetti andassero accettati senza condizioni o se fosse nel nostro diritto rifiutarne qualcuno (qualche difetto, intendo).
La formula attuale dei rapporti sembra essere quella del tutto o niente per cui se conosci una persona la devi accettare così com’è, senza pretendere di cambiarla; oppure, se non puoi fare a meno di ridurla ai suoi difetti, la cestini!
“Amami per quella che sono, non per quella che potrei essere se cambiassi!”
Quando fai notare che un difetto ti dà fastidio o, peggio, ti fa male, è questa la risposta più gettonata, come se fosse l’Undicesimo Comandamento.
E di sicuro non è un comandamento del XIII secolo a.C. ma lo è nel secolo appena iniziato. Un secolo in cui “Noi” sembra essere soltanto il titolo di un libro.
Ho impressione che la gente consideri quel “Io non cambio per nessuno al mondo” manifestazione di una personalità forte, quando a me sembra solo espressione dell’individualismo che imperversa nella società.
Sì, è vero: sei forte quando non ti lasci [s]travolgere da avvenimenti esterni, quando resisti a cambiamenti non voluti, quando non ti lasci influenzare dagli altri.
Ma dove sta la forza quando prendi consapevolezza di un difetto e decidi che gli altri ti devono accettare per come sei? Non richiede, forse, più impegno cambiare, piuttosto che cullarti nei tuoi difetti? E rifiutarti di cambiare, quando sai benissimo che, restando tale e quale, farai del male a persone che ami, non sa forse di un gesto egoistico?
E quel che è peggio del rifiuto a cambiare è che non va mai da solo, ma cammina a braccetto con l’ipocrisia e la rassegnazione: infatti, gli amici, consapevoli che tu non cambierai, ad ogni torto che gli farai si rassegneranno a tollerarlo, a fingere che tutto vada bene e a sfogarsi del male subito con altri amici [modo carino per dire che ne parleranno alle spalle], e nel peggiore dei casi si allontaneranno da te quando non ne potranno più.
Nessun uomo è un’isola, dic eva un altro genio. E non so bene in che modo lo intendesse lui, ma io lo intendo nel senso che nessuno può vivere trincerato nel proprio mondo. Entrare in contatto con gli altri è inevitabile. E quando accade di fronte hai due strade: quella dell’ipocrisia e della rassegnazione che ti chiede di chiudere un occhio sui difetti dell’altro, sperando che l’altro faccia lo stesso; e quella della sincerità e dell’impegno che t’impone di andare incontro all’altro e cambiare per lui se un tuo difetto può fargli del male.
Quindi ora, nella speranza che decida di cambiare, vorrei essere sincera con un amico, perché da come porta i capelli credo che nessuno sia mai stato sincero con lui facendogli notare i suoi difetti …
Altro che il migliore da 150 anni. Berlusconi, unn’è cosa tua governari un paisi!
scritto da Malia
alle 01:18
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scritto da Malia
alle 11:00
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“Questa è una delle cose che più mi piacciono di noi: la capacità di stare insieme, abbracciati, in silenzio, per un’ora o anche più.”
Quella frase mi ha spiazzata. Credevo che lo facessero tutti, che lo si facesse sempre. Dopo il sesso, o anche senza. Perché è uno dei momenti che preferisco, quello in cui non esistono dubbi, quello che ti fa sentire sicura, che ti rende indifferente ogni cosa che c’è all’infuori di quell’abbraccio. E’ uno di quei momenti in cui dimentichi i problemi e smetti d’invertarteli; in cui non ricordi più le ultime parole che ti hanno fatto stare male e in cui gli stessi pensieri scompaiono, perché non riesci a far altro che concentrarti sul suo respiro, sul battito del suo cuore, sull’incastro perfetto dei vostri corpi. E senti il suo profumo mischiarsi al tuo, senti la sua pelle scorrere sotto i tuoi polpastrelli, e senti…lui…ed è un momento di perfezione, in cui hai l’impressione che tutto vada bene, che tutto vada bene tra te e lui, tra te e tutto il resto.
E invece…
No, non tutti lo fanno, non sempre lo si fa.
Per esempio, c’è chi col silenzio si trova a disagio e non smette di parlare, o chi con te si vuole solo divertire e non sa che farsene di quei momenti, e, dopo aver preso quello che vuole, ha fretta di andarsene. E in entrambi i casi, tra quelle due persone che hanno appena fatto sesso, manca qualcosa che, invece, è necessario perché si riesca e si voglia stare insieme, abbracciati, in silenzio.
Manca intimità.
Intimità: una parola di otto lettere che sta per eccomi qui davanti a te, ti metto a nudo la mia anima, prendila e feriscila quando e come vuoi.
E il problema dell’intimità, ad un tempo desiderata e temuta, è che riguarda più te e quello che ti manca, piuttosto che lui e quello che ti può offrire.
Quando desideri intimità cerchi qualcuno che riesca a demolire il muretto che ti sei costruita tutt’attorno, che faccia crollare le tue difese, che ti legga chiaramente, ma paradossalmente la persona a cui risulti più oscura e corazzata è la stessa a cui ti vorresti rivelare. La persona di cui ti vorresti fidare è proprio quella di cui ti fidi meno. E’ così che inizi a rendere tutto più difficile e i momenti di perfezione saranno sempre più lontani, se non irraggiungibili.
Ho voglia d’innamorarmi.
scritto da Malia
alle 00:07
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scritto da Malia
alle 14:19
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scritto da Malia
alle 12:00
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Cosa prevede, oggi, il manuale delle giovani abbordatrici?
Prevedeva una giornata in montagna: neve, pupazzi di neve, palle di neve, tute che rendono goffi e buffi, scii e doposcii...poi una cioccolata calda davanti a un camino, su un tappeto, tra cuscini che sono troppo ingombranti e coperte che tengono troppo caldi...ma forse è tardi!
Mi stai tradendo, vero?
Certo che no, almeno non con il cuore, perchè sì, ho ballato con 1023 uomini ma sempre immaginando che fossi tu. Anzi è pure colpa tua: mi manchi!
Mi stavi facendo ingelosire...meno male che sono riuscito a distrarmi.
Distrarti?
Con la musica, ballando...per il resto, avevi ragione, sono in astinenza: sudo freddo, ho allucinazioni, sono pallido e, cosa più grave, voglio baciarti.
Visto che alla fine stai facendo così tardi, a quella festa, potevi venire qui al mio compleanno...
Lo sai che avrei preferito essere lì, sorprenderti alle spalle, poggiare le mani sui tuoi fianchi e, senza darti il tempo di voltarti, baciarti sul collo...e farti gli auguri di presenza...
Ti bacio
Non mi lascio baciare
No?! E pensare che stavo facendo una cosa incredibile, meno male che mi sono fermato...
Cioè?
Lasciamo stare
Infatti, se è una cosa incredibile, se l'avessi detto, probabilmente, non ti avrei creduto
Te la tiri troppo, principessa
E se ti dicessi che non me la sto tirando, ma è solo questioni d'insicurezza?
Facciamo così: da stanotte, passando per domani, elimina ogni insicurezza...
Voglio darti un bacio, adesso...
Sono già in macchina...
scritto da Malia
alle 11:53
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scritto da Malia
alle 22:45
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Voglio scrivere. Voglio scrivere degli ultimi due mesi, di tutte le cose che mi sono successe, che ho fatto succedere. Voglio scrivere della mia vita iperimpegnata, della mia serenità.
Sì, sono serena...potrei dire felice. Potrei. Posso. Sono felice.
Vivo davvero.
Sorrido e rido di gusto come non facevo da tempo.
Mi diverto come quando uscivo con le Arpie ma ora...ora è diverso, ora sto bene: perchè sì, mi diverto, ma non sacrifico più ogni mio interesse per il divertimento, non sacrifico me stessa per essere l'ombra di chi voleva solo divertirsi.
Malia che studia. Malia che si diverte. Malia che fonda una ONLUS. Malia che organizza il carnevale in paese.
Malia nella direzione regionale dei GD. Malia che legge, che guarda film, che ascolta musica.
Malia...è tornata. O forse è per la prima volta se stessa.
E nessuno. Dico nessuno deve farla sentire in colpa per questo!
ps. poi non capisco: perchè la mia nuova moleskine è vuota quanto è piena la mia vita?!
mmmhhhh..non riesco a scrivere...
scritto da Malia
alle 15:55
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"I pensatori della politica si dividono generalmente in due categorie:
gli utopisti con la testa fra le nuvole e i realisti con i piedi nel fango"
...affermava George Orwell
scritto da Malia
alle 12:49
commenti (14)
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